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giovedì 6 ottobre 2016

Marvel "What If...?" che poi si sono veramente realizzati - EP. 8

L'energia non si crea e non si distrugge: semplicemente, si trasforma. Questa è una delle tante leggi della fisica riguardo all'energia che, a volte, si adattano bene anche alle storia della narrativa. A volte sembra davvero che non esista una idea originale, ma solo derivazioni di modelli di trama pre-esistenti e poi cambiate dagli scrittori a seconda delle loro esigenze. A volte non è vero, ma tante volte lo è eccome: sopratutto nei fumetti. Per questo, il sottoscritto ha deciso di dare vita ad una rubrica mensile in cui verranno analizzati i vari ed ipotetici "What If...?" della Marvel che poi si sono veramente realizzati. Questo, è l'ottavo episodio.


Per coloro che non hanno letto il primo episodio, qualche informazione tecnica: come si parla di questi What If...? e, sopratutto, quando possiamo trovarli? Beh, prima si parla del What If...? originale e poi in quali circostanze si è realizzato. Per quando potete trovare di preciso questa nuova rubrica, sappiate che Marvel: What If...? sarà disponibile ogni primo Giovedì del mese ogni mese. Tutto chiaro? Bene, allora, si parte.



Capitan America non scompare alla fine della guerra


Come si era detto nei post precedenti, la Marvel prende la testata What If...? come terreno di sperimentazione e occasione per togliersi qualche sfiziettino che nella sacrosanta continuità gli autori non possono togliersi. Però non è sempre così ogni numero, in alcuni si va anche sul classico o sul fan-service: parole che non sono automaticamente sinonimi rispettivamente di "banale" e "orribile". Un esempio di fan service è What If? #14 (Vol. 2) del 1990 in cui ci si immagina cosa sarebbe successo se Capitan Marvel (Mar-Vell, il primo della lunga lista di personaggi che hanno adottato questo alias Capitan Marvel) non fosse morto nella fantobellissima e tristissima grapich novel firmata da Jim Starlin; Capitan Marvel era un personaggio molto amato e vederlo morire fu per i fan un colpo, quindi perché non prendere quella storia per immaginarsi cosa sarebbe successo se tutto fosse andato diversamente?

Un esempio di classico è quello di lavorare alle risposte di domande riguardo ad eventi fortemente caratterizzanti come, per l'appunto, la sparizione di Capitan America/Steve Rogers durante la Seconda Guerra Mondiale. La scomparsa di Cap nell'oceano è uno dei momenti Fondamentali della storia del personaggio, in quanto permette a Steve di staccarsi completamente dal mondo per poi essere reinserito in un secondo momento, trasformandolo in un uomo che vive in un epoca che percepirà sempre come il futuro, anche dopo essersi ambientato. Per tanto, snodi narrativi come questi offrono praticamente su un piatto d'argento l'occasione di pensare allo scenario inverso. E infatti, in questo What If...? #5 del 1977 ci si chiede: e se Capitan America non fosse scomparso alla fine della Seconda Guerra Mondiale? E la Marvel lo immagina. Ma, come vedremo adesso, i risultati di questo numero saranno profetici sotto diversi aspetti. Quanto profetici? Tanto da mancare solo la firma di Nostradamus.


Dopo l'ormai consueto e tremendamente verboso spiegone dell'Osservatore, la storia si apre nel 1942 e mostra Capitan America e Bucky riuscire a disinnescare l'ordigno volante per poi calciaculeggiare il Teschio Rosso e il Barone Zemo. Come una sorta di "piano B/assicurazione", il Teschio (incazzato con Zemo per il suo fallimento) lo rinchiude in una teca che prontamente nasconde e lo imprigiona in uno stato di morte apparente simile a quello in cui Cap versava quando giaceva intrappolato nel ghiaccio. Tornati in guerra da vincitori e soddisfatte le voglie che manco Carlo Martello dalla battaglia di Poitiers, Cap e Bucky cominciano a lavorare per il Governo USA, combattendo in Guerra di Korea negli anni '50 e il Comunismo negli anni '60. Succede che però si arriva al 1977 e Steve Rogers è sulla cinquantina andante e, dopo aver parlato con lo stesso Bucky e Sharon Carter, decide di accettare il lavoro offertogli dal Presidente Johnson e diventare capo della neonata S.H.I.E.L.D. in sostituzione di Nick Fury, morto durante la Guerra di Korea.


James Barnes, invece, diventa il nuovo Capitan America, prendendo Rick Jones come spalla e Sharon Carter come fidanzata. La premiata ditta Direttore Rogers/Bucky-Cap funziona alla grande e riesce mettere sotto scacco numerose organizzazioni criminali. Vista la scia positiva, lo S.H.I.E.L.D. decide di attaccare la sfuggente Hydra, organizzazione che poi il duo scoprirà segretamente guidata dal Barone Zemo, sopravvissuto perché nascosto dal Teschio anni prima. La lotta sarà tremenda e la vittoria arriverà: ma non senza sacrificio; difatti, il nuovo Capitan America dovrà sacrificarsi per uccidere Zemo, gesto che segnerà la fine di entrambi. Sharon s'incazza con Steve incolpandolo per la sua morte, ma Steve replica che Sharon non può capire il sacrificio che James Barnes ha compiuto. In sua memoria, Rick Jones diventerà il nuovo Capitan America.

Presentata la storia (che, personalmente, ho sempre reputato ben scritta e disegnata) parliamo degli eventi che si sono realizzati nella continuità originale del Marvel Universe. Ebbene, questo sarà il primo e unico caso che analizzeremo in cui l'evento principale del What If...? non si avvera: al contrario, invece, di tutto il resto (non ha caso si è messa in apertura l'immagine di Bucky-Cap). Nella continuità ufficiale, Capitan America finisce eccome nel blocco di ghiaccio e ci sta fino al 1964, quando verrà trovato e risvegliato dai Vendicatori su Avengers #4. Bucky no, invece.


Anche se vittima dell'ordigno e ferito a morte, scopriremo su Capitan America #11 del 2005 che Barnes non è morto; certo, venne ferito, ma riuscì a salvarsi perché scovato dai russi in tempo e usato come cavia per il progetto Soldato D'Inverno, dove subirà torture e sevizie di ogni tipo al fine di piegarlo al loro volere e farlo diventare un killer da comandare a bacchetta e fargli eseguire ogni ordine che si vuole senza che questo discuta. In più, si realizza anche il passaggio di testimone da Steve Rogers a James Barnes per quanto riguarda il ruolo di Capitan America. Su Captain America #25 del 2007, Steve viene assassinato nel tragitto che lo conduceva al tribunale per essere processato riguardo ai crimini commessi nei confronti l'Atto di Registrazione dei Supereroi, cosa che l'ha portato a scontrarsi col Governo USA, SHIELD e sopratutto Iron Man e il suo club di vomitevoli voltagabbana. Dopo l'omicidio, tutti partono alla volta di indagini personali: Bucky compreso, che lo porterà ad impossessarsi dello scudo di Steve e a scoprire i mandati dell'omicidio. Entrato in contatto con Tony Stark, i due leggono una lettera scritta dallo stesso Steve nel caso qualcosa fosse andato storto e Rogers non fosse riuscito a liberare Barnes dal controllo mentale dei russi. Così Stark scende a patti con Bucky e, dopo averlo liberato dagli innesti, Iron Merd recupera uno dei vecchi design di Wasp del costume di Cap e lo regala a Barnes. Così, su Captain America #34 del 2008, James "Bucky" Barnes diventa Capitan America.


Ma non è finita qui. Dopo la miniserie Captain America: Reborn, Steve Rogers tornerà alla vita ma rifiuterà di riprendere il suo ruolo di Sentinella della Libertà, lasciando che se la sbrighi Bucky. Nonostante ciò la panchina non farà per lui e, dopo i numerosi fallimenti di quella maledetta impedita acidona di Maria Hill, Steve Rogers assumerà il comando dello S.H.I.E.L.D. diventandone Direttore, oltre che leader sul campo della versione black op dei Vendicatori: i Vendicatori Segreti, nome che non fa proprio presagire al fatto che siano uno strike team spionistico, proprio no. Non c'è bisogno di dire che poi tutto tornerà come prima, con Bucky che torna nei panni del Soldato D'Inverno e Steve Rogers che torna nei panni di Capitan America: almeno fino alla venuta alata di un certo Sam Wilson.

- Symo

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