Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

martedì 20 ottobre 2015

Lupin III - Il Castello di Cagliostro: la recensione (Pick A Card-Cer #21)

Come si era annunciato nel settimo episodio, continua la rassegna stampa di tutti i lungometraggi, gli oav e gli special tv di Lupin e soci...in ordine ovviamente casuale. Oggi è il turno di IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO.


E sta volta ho pure scelto la copertina della nuova edizione in Blueray perchè faceva più amarcord. Tiè, crepi l'avarizia. Ma detto questo, continuiamo e cominciamo con la trama...che, in teoria dovreste saperla tutti. Ma non si sa mai, nel mondo ci sono ancora persone che non hanno visto questo film e vivono felicemente accontentandosi di trovare chissà quali significati nascosti in Tre Metri Sopra Il Cielo. Ma vabbè, contenti loro. Comunque, ecco la qui.

Trama:
Lupin e Jigen (dopo un colpo al casinò di Montecarlo) si accorgono che il denaro rubato è falso e, analizzandolo, scoprono che le banconote provengono da una leggendaria stirpe di falsari appartenuti alla Dinastia del Caprone, da sempre feudataria del piccolo principato di Cagliostro. Governato da un avido Conte, Cagliostro è anche la casa di Clarisse, giovane ragazza che subisce le angherie del suddetto e desidera prenderla in sposa per entrare in possesso del famigerato tesoro della Dinastia del Caprone. Tra damigelle in pericolo, colpi di scena, scenari suggestivi, scontri a fuoco e fughe rocambolesche, Lupin dovrà far luce sulla faccenda e salvare la dolce donzella in difficoltà.

Il mio Parere:
E' il secondo lungometraggio cinematografico dedicato a Lupin III, uscito nelle sale cinematografiche Giapponesi nel 1979; da noi invece, arriverà nel 1984 e sarà trasmesso direttamente in TV. La storia dello sbarco di questo celebre film d'animazione in Italia è stata abbastanza travagliata, poiché ha visto la sua pubblicazione in tre occasioni diverse con addirittura tre cast di doppiatori e adattatori diversi: uno per la TV (1984), un altro diverso per l'home video (1992) e un altro ancora per la versione proiettata al cinema (2007, questa con Roberto del Giudice). Personalmente, non me ne voglia il buon Roberto (che ci lascerà proprio quell'anno) ma il sottoscritto è molto più affezionato alla seconda versione, essendo quella con cui ho conosciuto il film...ma! Bando alle ciance, cominciamo a parlare di questo iconico film d'animazione partendo da una cosa che forse molti di voi non sanno: Il Castello Di Cagliostro non centra assolutamente nulla con Lupin; o meglio, centra con alcuni elementi ricorrenti di una normale puntata del ladro gentiluomo, ma non con il suo protagonista. Di fatti, quando il film uscì rimediò un discreto flop al botteghino a causa della caratterizzazione così profondamente diversa dal Lupin cartaceo, facendo storcere il naso addirittura a Monkey Punch stesso. Il punto è che il grande Hayao Miyazaki se l'era giocata un pò diversamente e l'opera che sforna non si presentava tanto come un cartone animato formato gigante su Lupin, quanto come la versione e la visione che Miyazaki stesso aveva di Lupin, maturata negli anni in cui ha lavorato sulla serie della giacca verde (non a caso, infatti, gliela ricaccia su in questo film); come detto prima, nel farlo si becca insulti e pernacchie dalla critica e dal Papà del nostro...ma in compenso vince un altro piccolo, grande premio di consolazione: conquista il cuore di miglioni e miglioni di bambini, sottoscritto compreso. Saranno questi piccoli sognatori, grazie al loro entusiasmo, a trasformare Il Castello Di Cagliostro in un film di culto, poiché da a loro tutto quello che hanno sempre voluto vedere in un cartone animato e quello che non riuscivano a trovare alla Disney. 

Inseguimenti mozzafiato? Ce li abbiamo. Un cattivo stronzo che muore male? Ce lo abbiamo. Spari, esplosioni e ninja che sembrano mostri? Ce li abbiamo. Enormi palazzoni che cadono in frantumi? Ce li abbiamo. Paesaggi mozzafiato? Ce li abbiamo. Grandi scene d'azioni? Ce le abbiamo. Personaggi memorabili protagonisti di momenti indimenticabili e battute da antologia? Ce li abbiamo. Tutto questo, e anche di più. Molti potrebbero pensare che, essendo un film un pò datato, guardarlo oggi potrebbe presentarsi un pò invecchiato, che non abbia più quell'impatto visivo di una volta, tenendo conto anche di tutte le evoluzioni che il Lupinverso ha subito nel tempo...e invece no, Il Castello Di Cagliostro mantiene la spettacolarità che aveva nel '79 e che in 35 anni non ha mai perso. Non mostra nemmeno un capello grigio e regge ancora bene anche dopo così tanto tempo per il semplice fatto che unisce gli ingredienti di una puntata di Lupin con alcuni elementi che saranno propri dei film dello Studio Ghibli (amore di Miyazaki per le architetture e le macchine europee incluse, come la mitica Fiat 500 gialla ormai simbolo del film e del franchise Lupiniano)...e mica solo per questo! Un altro motivo per cui questo film è piaciuto così tanto alla massa, è il Lupin di Miyazaki e come si presenta, che non è per niente il Lupin di Monkey Punch; se il "Lupin originale" potevamo trovarlo in un film come Dead Or Alive, qui troviamo un Lupin che è meno cinico e scaltro mascalzone e più un eroe romantico protagonista di una avventura dai tratti cavallereschi, così come l'intera trama che gira intorno al ladro e alla dolce Clarisse. Ci sono infatti un castello dall'imponenza mozzafiato, la principessa da salvare, i momenti epici e le battute del nostro: come in un classico Disney, praticamente...solo che alla Disney la gente non viene presa a mitragliate in un film dall'inizio alla fine. Al centro della vicenda abbiamo il triangolo Lupin-Clarisse-Conte e in tutta l'animazione si presentano come i personaggi più caratterizzati, ma non sfigurano nemmeno tutti gli altri personaggi che (pur parlando poco) sono semplicemente all'apice della loro personalità: una Fujiko indipendente e non ruffiana e voltagabbana, un Zenigata tenace e solerte poliziotto (che si prende pure qualche soddisfazione) e un Goemon e un Jigen più silenziosi del solito, ma settati verso l'infinito e oltre sulla modalità badass; tutti questi personaggi vengono frullati assieme e quello che ne esce fuori e un mix di interpretazioni memorabili che, peccato che questi personaggi sono di fantasia, altrimenti avrebbe da insegnare a certi presunti attori che vengono pagati per una cosa che non sanno palesemente fare (non cito nessuno, la lista è troppo lunga). Dopo tutto questo gran bel divertimento, purtroppo arriva anche qui il malinconissimo momento dei saluti, realizzato come se un gruppo di bambini si fosse conosciuto al parco, abbia fatto amicizia, si sia tenuto compagnia tutta la giornata e ora debba tornare a casa dai propri genitori; o peggio ancora, come se tutto fosse un grande sogno, dove il momento di svegliarsi è arrivato, portando tutto allo statu quo originario. Non proferisco parola su animazione, fondali, location, character design e musiche: parliamo di Yuji Ohno (alle musiche) e Hayao Miyakazi (al timone di tutto il resto), cosa possono aggiungere le mie parole a questa loro splendida e magistrale prova che parla letteralmente da sola? Niente, neanche una cacchio di virgola.

All'interno di questo doppio capolavoro, uno personale della carriera del regista e una come film di Lupin, c'è purtroppo un difetto: la esagerata fama del film. La pellicola d'animazione è talmente famosa e conosciuta, che la sua incredibile luce ha finito per oscurare e gettare nell'ombroso dimenticatoio tanti altri film di Lupin incredibilmente ben fatti e che, affiancati al Castello Di Cagliostro, non sfigurano minimamente: primo fra tutti, La Pietra Della Saggezza. Credo che sia fatto così bene che la gente non ha il coraggio di guardarsi altro perchè non vuole rovinare il ricordo di questo bel lungometraggio animato...il che è un fottutissimo peccato, bisognerebbe imparare a non lasciarsi fermare sempre dai soliti quattro nomi noti. Proprio per questo motivo, è inoltre il classico film che gli 'gnorrantoni citano quando vogliono spacciarsi per i grandi fan del ladro quali non sono, giusto perché vogliono tirarsela più loro di Tony Stark; se gli chiedi di nominare qualche altro titolo, sicuro come l'oro non lo sanno. Il lungometraggio rimane comunque una delizia per gli occhi e per l'animo...però è bene mettersi in testa che, benché sia un masterpiece vivente, non c'è solo quello in giro è che il mondo animato di Lupin non corrisponde solo a questo film.  

Conclusioni:
Intramontabile. Un appuntamento che non potete perdervi, non solo con la saga di Lupin, ma anche come pellicola animata in sé. Una perla dell'animazione e del ladro gentiluomo. 


- Symo

1 commento:

  1. È sia grande film d'animazione che di Miyazaki, ma di Lupin III mantiene poco e nulla.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...